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10.02.2011 Come costruire una lezione di educazione motoria

Una lezione di educazione motoria a scuola deve essere corretta nelle sue parti e equilibrata nei tempi. E’ un’attenzione che i Maestri del Movimento di Giocampus conoscono e praticano. Ecco qualche consiglio utile per insegnanti e istruttori.

Una lezione di educazione motoria si articola in tre fasi, come ci spiega il Vincenzo Canali, lecturer IAAF per lo studio delle posture di base e membro del Comitato scientifico di Giocampus. "La prima parte di una lezione di educazione motoria deve essere dedicata a 10 minuti di riscaldamento durante i quali ci si concentra sulle posture di base. In questa fase è fondamentale insegnare ai bambini che ogni posizione assunta non deve far entrare in conflitto le articolazioni del corpo. Sono chiamate posizioni a catena perché un’articolazione non deve impedire ad un’altra di stare nella corretta posizione". Come in un puzzle in cui ogni pezzo giustifica un altro, così, nelle posizioni a catena, il ginocchio deve essere a supporto della posizione del bacino.

"Dopo la fase di riscaldamento – continua Canali - bisogna dedicare del tempo alle abilità motorie, ovvero si fanno degli esercizi per la coordinazione e per il senso del ritmo. Ma i bambini hanno bisogno di divertirsi per apprendere, soprattutto nelle attività motorie quindi non può mancare il gioco. La fase dedicata al gioco ha più funzioni, sicuramente ha il pregio di insegnare regole  comportamenti, ma l’aspetto importante del gioco è anche quello del condensare e mettere in pratica ciò che si è imparato durante le prime due fasi.

È necessario riportare gli insegnamenti della fase statica nella fase motoria in modo che questa risulti la somma delle fasi precedenti. Non si può – conclude Canali – insegnare a parlare senza aver insegnato le consonanti".