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12.01.2012 Nuove ricerche sulle abitudini alimentari

Giocampus Lab è ormai alle porte e Maria Rita Spreghini, nutrizionista e membro del Comitato Scientifico di Giocampus, ci dà qualche anticipazione sui contenuti di quest’anno.

Dottoressa Spreghini, dagli ultimi studi effettuati quali risultano essere le abitudini alimentari più “rischiose” a cui adulti e bambini sono esposti al giorno d’oggi?
Recenti studi confermano che tra i principali squilibri nutrizionali ve ne sono alcuni ”di nuova generazione”, che coinvolgono adulti e ragazzi. Alcuni esempi? Sopportare lunghi digiuni tra un pasto e l’altro, praticare spesso il desk-eating e lo snacking e mangiare spesso fuori casa.
Per snacking si fa riferimento all’abitudine di assumere numerosi spuntini al di fuori o in sostituzione dei pasti principali durante l’intera giornata. Il desk-eating è l’abitudine all’assunzione di cibo mentre si gioca o si lavora, davanti al computer o sulla scrivania di lavoro o di studio. Entrambi i comportamenti sono da considerarsi induttori di obesità.

In che modo possiamo educare i bambini alle buone abitudini alimentari?
La definizione di corretti stili di vita fin dalla prima infanzia deve rappresentare un obiettivo primario della nostra società. I genitori devono rappresentare loro stessi dei modelli per i loro figli, a tavola e durante la scelta degli alimenti. In questo contesto risulta essenziale il modello genitoriale che attraverso la relazione educativa aiuta i bambini a diventare degli adulti responsabili, capaci di gestire le proprie emozioni e dare un senso alle proprie scelte anche in campo alimentare. A questo proposito è necessario un coinvolgimento pratico in cucina: l’osservazione, l’assaggio, la manipolazione e la realizzazione di semplici ricette elaborate dai bambini consente loro  di confrontarsi con regole, misure, tempi e ricostruire sequenze logico-temporali delle esperienze effettuate.

Quali sono i luoghi privilegiati dove dovrebbe avvenire l’educazione alimentare?

L’emergenza educativa nutrizionale dei nostri ragazzi richiede sicuramente un metodo educativo moderno ed efficace per effettuare il coinvolgimento, per far “scattare” la curiosità e la motivazione all’apprendimento. Il bambino in età scolare necessita infatti di una "chiave” per passare dal concetto “impositivo” di nozioni teoriche e sterili all’appropriazione di corrette abitudini di vita .
Le strategie educative devono “portare” il bambino a percepire il momento educativo come uno spazio che “non sa di scuola” e nello stesso tempo farlo diventare l’“attore” protagonista del suo apprendimento e cambiamento. Per questi motivi nel nostro tempo è sempre più necessaria un’ottica educativa  che consideri i modelli alimentari dei giovani in modo olistico e dinamico in linea con nuove strategie nutrizionali, familiari, scolastiche e sociali accattivanti e facilmente riproducibili. Oggi, proprio per la necessità educativa in campo nutrizionale, oltre alle agenzie educative per antonomasia come la scuola e la famiglia devono scendere in campo anche adeguate strutture sociali aventi nel proprio DNA l’ambizione di voler superare i limiti tradizionali dell’educazione. Proprio come il modello proposto da Giocampus in cui in un percorso di sapori - giochi - conoscenza i bambini imparano fin da piccoli a migliorare la propria alimentazione grazie al gioco di squadra che si viene a formare.